Monumenti funebri e urne in marmo tra alberi e prato nell'antico cimitero degli Inglesi di Livorno, illuminato dal sole
Monumenti funebri e urne in marmo tra alberi e prato nell'antico cimitero degli Inglesi di Livorno, illuminato dal sole. Foto: Madmats · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Livorno ha una storia diversa da quella di quasi tutte le altre città toscane. Non nasce da un comune medievale né cresce intorno a una cattedrale: è una città progettata a tavolino tra Cinquecento e Seicento dai Medici, che volevano dare al Granducato un grande porto sul Mediterraneo. Per popolarla scelsero una strada coraggiosa, aprendo le porte a mercanti e famiglie di ogni provenienza e religione. Il risultato fu la "città delle Nazioni", un luogo cosmopolita le cui tracce si leggono ancora oggi nelle strade del centro.

Una città disegnata dai Medici

Alla fine del Cinquecento Livorno era poco più di un borgo fortificato intorno alla Fortezza Vecchia. Il granduca affidò a Bernardo Buontalenti il progetto di una nuova città fortificata, con una cinta di forma pentagonale circondata da fossati: lo schema che ancora oggi disegna il centro, con il Fosso Reale e la Fortezza Nuova, costruita a partire dal 1590. Il 19 marzo 1606 Ferdinando I de' Medici elevò ufficialmente Livorno al rango di città. Nel Seicento, sui terreni in parte sommersi alle spalle del porto, nacque il quartiere della Venezia Nuova, costruito con tecniche e maestranze venute dalla laguna veneta, con magazzini e case di mercanti affacciati sui canali.

Le Leggi Livornine e il porto franco

Per attirare abitanti e commerci, Ferdinando I emanò nel 1591, e ampliò nel 1593, le cosiddette Leggi Livornine. Garantivano a chi si stabiliva in città libertà di culto, in particolare agli ebrei, esenzioni fiscali, l'annullamento di debiti e pene pregresse e facilitazioni per l'acquisto delle case. Erano condizioni straordinarie per l'Europa del tempo, segnata dalle guerre di religione.

A queste leggi si affiancavano la neutralità del porto e un regime commerciale privilegiato che permetteva di far entrare e uscire le merci senza pagare dazi. Nel 1676 Livorno fu dichiarata ufficialmente porto franco, una condizione che di fatto esisteva già da quasi un secolo. Per circa tre secoli la città fu così uno degli scali più prosperi del Mediterraneo, fino all'abolizione del porto franco, avvenuta il 1° gennaio 1868, pochi anni dopo l'Unità d'Italia.

Le Nazioni: comunità con consoli e luoghi di culto

Grazie a queste condizioni si stabilirono a Livorno mercanti greci, francesi, olandesi e tedeschi, armeni, inglesi ed ebrei, soprattutto di origine sefardita. Ciascuna comunità si organizzò come una "Nazione", con propri consoli, luoghi di culto e spazi di sepoltura. Molte di queste presenze sono ancora riconoscibili:

  • in via della Madonna sorge la chiesa della Santissima Annunziata, detta dei Greci Uniti, luogo di culto di rito bizantino completato nel 1606;
  • poco lontano restano la facciata e i resti della chiesa armena di San Gregorio Illuminatore, costruita all'inizio del Settecento e distrutta dalla Seconda guerra mondiale;
  • lungo il Fosso Reale, tra piazza della Repubblica e piazza Cavour, si affaccia il tempio della Congregazione olandese alemanna, chiesa protestante costruita tra il 1862 e il 1864.

La Sinagoga e la comunità ebraica

La comunità ebraica fu per secoli una delle più numerose e influenti della città. L'antica sinagoga seicentesca, gravemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, fu sostituita da un nuovo edificio progettato dall'architetto Angelo Di Castro e completato nel 1962 in piazza Benamozegh. La sua forma richiama la tenda che nel deserto custodiva l'Arca dell'Alleanza, con nervature in cemento armato e finestre ottagonali ed esagonali; all'interno è conservato un aron, l'armadio sacro, del 1708, proveniente da Pesaro. È considerata una delle grandi sinagoghe monumentali del Novecento in Italia.

Il Cimitero degli Inglesi

Tra i luoghi più suggestivi della Livorno delle Nazioni c'è l'antico cimitero degli Inglesi, nei pressi di via Verdi, accanto alla chiesa valdese e all'ex chiesa anglicana di San Giorgio. Le sepolture documentate più antiche risalgono agli anni Quaranta del Seicento e lo rendono il più antico cimitero protestante d'Italia. Tra monumenti funebri, obelischi e alberi riposano mercanti, viaggiatori e personaggi illustri, come lo scrittore scozzese Tobias Smollett, morto a Livorno nel 1771. Chiuso alle nuove sepolture nell'Ottocento, quando fu aperto il nuovo cimitero degli Inglesi, è stato oggetto negli ultimi anni di un lavoro di pulizia e recupero portato avanti da volontari. Per le possibilità di visita conviene informarsi presso i canali ufficiali e le associazioni che se ne prendono cura.

Dal centro di Livorno, dove si trova La Casina di Leo, questi luoghi si raggiungono a piedi: un itinerario ideale per scoprire, tra una chiesa e un canale, l'anima più cosmopolita della città.

Fra il porto e il mare

Nel centro di Livorno, affacciata su una tranquilla piazzetta interna: una casa vacanze di 40 mq da cui partire a piedi alla scoperta della città.