La facciata color ocra di Villa Mimbelli a Livorno, con persiane azzurre e balaustre, incorniciata da due grandi palme davanti all’ingresso
La facciata color ocra di Villa Mimbelli a Livorno, con persiane azzurre e balaustre, incorniciata da due grandi palme davanti all’ingresso. Foto: Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Se c’è un museo che racconta l’anima artistica di Livorno, è il Museo Civico Giovanni Fattori. Dedicato al pittore livornese più celebre, ha sede a Villa Mimbelli, un’elegante residenza ottocentesca immersa in un parco romantico, non lontano dal lungomare e dall’Accademia Navale. È una visita che consigliamo anche a chi non si considera un appassionato d’arte: le sale della villa, i quadri che raccontano la Toscana dell’Ottocento e la passeggiata tra le palme del parco compongono un pomeriggio sereno, lontano dal traffico.

Giovanni Fattori e la rivoluzione della macchia

Giovanni Fattori nacque a Livorno nel 1825 e morì a Firenze nel 1908. Si formò all’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Giuseppe Bezzuoli e frequentò il Caffè Michelangiolo, il ritrovo degli artisti che avrebbero dato vita al movimento dei Macchiaioli. Il nome viene dalla tecnica della macchia: invece del tradizionale chiaroscuro, il colore viene steso per zone accostate, capaci di restituire con immediatezza la luce, i volumi e l’impressione del vero. Fattori la applicò a temi molto diversi: le scene militari del Risorgimento, i paesaggi della Maremma, il lavoro dei campi e i butteri a cavallo, i ritratti di grande intensità. Nel 1869 fu nominato professore corrispondente all’Accademia fiorentina, e la sua lezione influenzò artisti delle generazioni successive, tra cui il livornese Amedeo Modigliani.

Le collezioni del museo

Le origini del museo risalgono al 1877, quando il Comune istituì una pinacoteca civica, intitolata a Fattori negli anni Trenta del Novecento. Dopo la morte del pittore le raccolte si arricchirono con l’acquisizione di centinaia di suoi disegni e acqueforti. Dal 1994 il museo ha sede a Villa Mimbelli. La collezione conta circa quattrocento opere tra dipinti, disegni e incisioni: una cinquantina di dipinti di Fattori sono esposti stabilmente, mentre i materiali grafici ruotano periodicamente per ragioni di conservazione. Tra le opere più note del museo c’è Assalto a Madonna della Scoperta, una delle grandi scene di battaglia del pittore.

Accanto a Fattori trovate i suoi compagni di strada, come Silvestro Lega, Telemaco Signorini e Vincenzo Cabianca, insieme a Giovanni Boldini e Vittorio Corcos, e i postmacchiaioli, con autori come Plinio Nomellini e Oscar Ghiglia. Il percorso, di recente riallestito in ordine cronologico, accompagna il visitatore dal Risorgimento fino agli anni Quaranta del Novecento, e comprende anche una sala dedicata al livornese Leonetto Cappiello, maestro del manifesto pubblicitario.

La villa: sale dell’Ottocento e la Sala Moresca

Vale la pena guardare anche il contenitore. Villa Mimbelli fu costruita per Francesco Mimbelli, facoltoso mercante, e per la moglie Enrichetta Rodocanacchi, su progetto dell’architetto Vincenzo Micheli, e fu completata nell’Ottocento in stile neorinascimentale. Al piano terreno e al primo piano si conservano gli ambienti di rappresentanza, con soffitti in stucco, lunette affrescate da Annibale Gatti e arredi d’epoca. La sala più sorprendente è la Sala Moresca, l’antico fumoir decorato con motivi di gusto islamico e fitte filigrane in stucco. Uno scalone monumentale con putti in ceramica conduce ai piani superiori: al secondo piano si trovano le sale dedicate a Fattori e ai Macchiaioli.

Il parco e i Granai

La villa è circondata da un parco di gusto romantico, con specie esotiche e in particolare grandi palme delle Canarie, che incorniciano la facciata principale. Nel verde si trovano anche una cappella e un piccolo teatro all’aperto dei primi del Novecento. È un luogo piacevole per una pausa prima o dopo la visita, all’ombra degli alberi. Accanto alla villa sorgono i Granai di Villa Mimbelli, nati come magazzini per le attività commerciali della famiglia e oggi trasformati in spazi espositivi che ospitano mostre e collezioni museali. Per conoscere le esposizioni in corso, i giorni di apertura e le eventuali visite guidate, il riferimento più aggiornato sono i canali ufficiali del Comune di Livorno e del museo.

La Casina di Leo si trova nel centro di Livorno, vicino alle fermate degli autobus per la stazione e il mare: Villa Mimbelli, nella zona a sud del centro verso il lungomare, si raggiunge comodamente con i mezzi pubblici e si può abbinare a una passeggiata fino alla Terrazza Mascagni.

Una base nel centro di Livorno

La Casina di Leo è una casa vacanze di 40 mq a uso esclusivo nel centro della città: Quartiere Venezia, porto e Mercato delle Vettovaglie si raggiungono a piedi.